L’Austria, il Semmering e il cuore di Gustav Mahler

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di FEDERICO PACE

C’è sempre una specie di sollievo nell’istante in cui si riesce a uscire da un tunnel. Una gratitudine improvvisa che ci esplode nel cuore, come una calda crema. In un racconto di poche pagine, intitolato Il tunnel, Dürrenmatt narra la storia di un giovane studente che si appresta a compiere verso Zurigo il suo solito viaggio in treno. In quel viaggio verso la scuola, che si propone in realtà di bigiare, succede però che d’improvviso il treno imbocchi un tunnel senza fine che finirà per inghiottirsi tutto intero il treno e i passeggeri. Ci si pensa sempre. Pure senza avere letto quella storia. Ecco il perché di quella gioia primitiva che si prova quando sul treno da Vienna, all’altezza del passo del Semmering, s’esce dall’ultimo tunnel che porta a Graz, e poi verso Trieste. E pare quasi che, quando negli occhi esplode il fragore di riverberi, uscendo da quella galleria che dura più di mille metri, si esca da una lunghissima convalescenza.

IN LIBRERIA:
—>>“Senza volo. Storie e luoghi per viaggiare con lentezza”, Federico Pace (Einaudi)
—>> “La libertà viaggia in treno”, Federico Pace (Laterza)

Questo è il viaggio che ha fatto James Joyce per andare a Trieste. E tutti quanti quelli che nel Sud Europa cercavano un altrove più radioso al di là delle Alpi. Nel vedere quella luce, che anticipa il calore che poi si ritroverà lungo le coste del Mediterraneo, pare di tornare davvero alla vita per quello che l’occhio vede. È tutto il tratto ferroviario d’alta montagna, nella Stiria, in particolare nello stretto spazio che separa Gloggnitz da Semmering, a fare tenere il fiato sospeso. Un percorso realizzato, più di centocinquant’anni fa, da un ingegnere nato a Venezia ma che a Vienna ha lavorato e vissuto. Ghega, prima di riuscire nell’impresa, visitò gli Stati Uniti e studiò una quarantina di linee ferroviarie. Tirò fuori dalle tasche nuovi strumenti. Misurò distanze e altitudini. E alla fine tracciò linee e pendenze che prima nessuno aveva mai saputo azzardare. Non solo a lui si deve quel che c’è.

La ferrovia è come un film. È un’opera collettiva e, qui sui monti, ci lavorarono in migliaia. Ed è merito di tutti, anche dei senza nome, se qui, questa linea ferroviaria s’intreccia con la natura come in un abbraccio tra due persone che seppure d’altre razze scoprono di avere molto in comune. Tutti i ponti, i sedici viadotti e i quattordici tunnel paiono quasi «naturali». Tanto che l’Unesco ha deciso di considerare questo percorso un patrimonio dell’umanità. Quarantuno chilometri da salvare. Quarantuno chilometri da farsi a occhi aperti. Si parte da Vienna alle otto del mattino e dopo circa un’ora si arriva al passo del Semmering. Nel percorso tra la stazione di Gloggnitz e il Semmering si va dai 436 metri di altitudine fino al punto più alto a 895 metri sul mare.

Qui ogni dettaglio del paesaggio sembra imperdibile e questa zona, da quando esiste la ferrovia, è stata luogo di destinazione di autori e musicisti. Di una foresta intera si coglie persino ciascun albero. «Le foglie degli aceri sono di nuovo giallo oro nella foresta scura, – scrive Peter Altenberg in Semmering 1912. – Si possono contare a uno a uno gli alberi dorati. Dunque è autunno». Poco più giù a Mürrzzuschlag, dove il treno arriva alle nove e 31 minuti, tra il 1884 e il 1885 il compositore Johannes Brahms scrisse la sua quarta sinfonia. A Clara Schumann, in una lettera, scrive di quel piccolo villaggio alle pendici del monte Semmering: «Qui tutto è meraviglioso». Ma qui, insieme alla sua giovane moglie, venne anche Gustav Mahler a trascorrere alcune vacanze e a pensare la sua musica. E a queste terre e a questi spazi rimandano alcune sue opere.

A proposito della nona sinfonia, il compositore austriaco Alban Berg, nella lettera che scrive alla moglie, dice che il primo movimento è la musica più meravigliosa che Malher abbia mai scritto. «Egli vuole creare per sé una casa, lontano da ogni contrarietà, nell’aria libera e sottile del Semmering, per bere quest’aria, questa aria più pura di tutto il mondo, con respiri più profondi, più profondi, sempre più profondi, così che il cuore, il più splendido cuore che abbia mai pulsato tra gli uomini, si possa espandere, espandere sempre di più, prima di dover smettere di battere». È quasi possibile, una volta usciti dal tunnel, poter intuire, per un solo istante, quale fosse la pace cui aveva potuto ambire il cuore di Gustav Malher.

IN LIBRERIA:
—>>“Senza volo. Storie e luoghi per viaggiare con lentezza”, Federico Pace (Einaudi)
—>> “La libertà viaggia in treno”, Federico Pace (Laterza)

GLI EBOOK:
—>>Senza volo. Storie e luoghi per viaggiare con lentezza” (Einaudi)
—>>“La libertà viaggia in treno”, Federico Pace (Laterza)

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NOVITA’:
Il nuovo libro di Federico Pace, “La libertà viaggia in treno” (Laterza), è in tutte le principali librerie.