Da Amburgo a Copenaghen (Puttgarden-Rodby): treno e nave

“Parti da Amburgo. Per arrivare a Copenaghen, ti hanno detto all’ufficio informazioni, impiegherai circa cinque ore. Vai verso il Mar Baltico. Esci dalla stazione a passo lento. I muri colorati dai writer, una rivendita all’aperto di autovetture e i capannoni. Il treno prende velocità e la città già non c’è più. Una pista di kart. Il verde composto dello Schleswig-Holstein. Appena fuori la stazione di Lubecca si vedono delle imbarcazioni a vela ormeggiate in un’ansa. Il cielo per poco si popola di riverberi, azzurro e biancori. Poi torna a chiudersi in un gonfiore grigio inaccessibile. Puoi accontentarti delle prime pale delle torri dell’energia eolica? Poi Oldenberg, piccole case e campi.
Il treno va e incrocia dei passaggi a livello. Altre vite. Ferme ad attendere. Una donna in bici, un bimbo con il caschetto per non farsi male, una vettura e un gomito che esce fuori dal finestrino. In lontanza baluginanti biancori di Baltico.
ll treno entra lentissimo, e tutto intero, nel corpo della nave che attende nel porto di Puttgarden. Scendi dalla carrozza. Ciascuno sembra un po’ ubriaco, ondeggia e saltella per cercare l’equilibrio. A bordo c’è una rapida messa in scena di chi apre le botteghe per la ristorazione, chi cambia le valute e chi si aggrappa ad un panino. Poi tutti fuori a bere sorsate d’aria di mare. Le persone in posa, le macchine fotografiche, gli scatti. Ora il cielo è azzurro e il mare è nudo davanti a te. Il rumore del vento. Ti perdi a guardare. Oltre il limite dell’orizzonte sbucano i sorrisi di chi t’aveva incontrato negli anni passati da tempo. Le parole dette nel chiuso di un amore. Le attese. Il vento fortissimo e le voci che gridano. La scia che lascia la nave. Ma il Baltico è qui?
Rientri quando è tempo nel tuo scompartimento del treno. Due uomini della compagnia ferroviaria erano rimasti di guardia agli zaini. Hai ancora nelle orecchie il rovistare del vento. Il treno scivola sulla pianura danese e sui suoi frammenti di terra. L’isola di Lolland. Campi biondo cenere. Le nubi grigie in alto. Ti è facile immaginare, anche nel frastuono del treno, il silenzio di queste terre. Poi Nykobing. Le panchine vuote alla stazione che evocano la mestizia dell’inverno. Il cielo si è chiuso di nuovo. Eserciti di nuvole cupe si dispiegano. Ecco il ponte che porta all’isola di Sjelland. Nel mare, improvvisa, splende una lingua di luce. Un coda argentata. Un solo raggio di sole si è aperto un piccolo pertugio ed illumina una spada d’acqua. E’ in quel riverbero solitario e improvviso che pensi di vedere, per la prima volta, il Baltico…”.
In libreria:
Senza volo, storie e luoghi per viaggiare con lentezza di Federico Pace
Archivio:
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Ferrovie :
Il sito delle ferrovie tedesche Deutsche Bahn
Orari e tariffe Amburgo - Copenaghen in treno
LETTURE E VISIONI:
Baltics di Tomas Transtromer
La Danimarca negli occhi del fotogiornalista Jonas Bendiksen
YouTube:
Intervista al fotogiornalista norvegese Jonas Bendiksen