In treno da Siracusa a Catania

18 Luglio 2009 | Pubblicato in Frammenti


“… Il treno impiega un’ora e diciassette minuti per colmare la distanza che separa Siracusa da Catania. Sono quasi novanta chilometri. Il biglietto costa sei euro. Meno del cinema. Il convoglio segue quella linea irregolare del lato orientale dell’isola. Sonnecchi un poco. Sono giorni che giri per la Sicilia in treno. Sei partito alle cinque del pomeriggio. Arriverai poco prima le sei e venti. Passi Priolo e Melilli. Qui l’industrializzazione e l’inquinamento hanno aggredito ogni cosa. C’è un’oasi, una riserva recuperata nelle Saline di Priolo. Grazie alle lotte degli ambientalisti sono tornati a crescere il numero degli aironi, dei fraticelli e a nascere di nuovo i piccoli del pollo sultano. Ciminiere e ali rosa. La luce pomeridiana si posa indistintamente su ogni cosa. Il brillio sulle saline. E’ tutto così diverso dalle scene che hai visto in quel film di Ermanno Olmi (I Fidanzati) sulla storia di un giovane operaio milanese che viene a lavorare quaggiù.
Ti risvegli un poco e apri il finestrino. Qui si può. E’ un regionale. Lasci entrare l’aria e, pian piano il treno comincia a sembrare una nave per la brezza che entra. Già verso le cinque e mezza, sulla destra intravedi di nuovo il mare. E l’Etna. Fai avanti e indietro. Passi da un finestrino all’altro. Anche la coppia di cinquantenni che arriva dalla Svezia ha aperto un finestrino e guarda fuori. Un ragazzo, sotto le scure lenti degli occhiali da sole, non muove un solo dito. Tu oscilli, come il capitano sul ponte della nave, ti agiti, e solo ad osservare ti sembra di entrare in contatto con lo spazio che il treno sta attraversando. Non ti siedi neppure più. Scopri quasi un altro modo di stare sul treno. Poi il treno si immerge nell’entroterra.
A dieci minuti alle sei, il mare non si vede più. Ci sono alberi da frutto, abitazioni in lontananza, campi d’oro bruciato. Un ampio orizzonte. Una distesa di terra. Ti sembra di trarre conforto da questo paesaggio ampio. E non riesci ad immaginare cosa possa provare un dio nel momento in cui osserva il mondo. Questa è l’ora in cui la il sole concede quasi una tregua, l’ora in cui il giorno si “accuccia” e la luce scende di un semitono. Diresti quasi possibile riconciliarti con ogni cosa. Con le paure e gli abbandoni. I timori e le solitudini. Il treno prosegue nel suo corso seducente lungo il confine di terra e mare. Alle diciotto e sedici minuti, l’Etna, e il suo manto nebbioso, insieme alle prime abitazioni di Catania rispuntano sulla sinistra. E’ solo allora che, in attesa di arrivare in stazione, ti siedi di nuovo al tuo posto…”.

In libreria:
Senza volo, storie e luoghi per viaggiare con lentezza di Federico Pace

Archivio:
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Orari Siracusa - Catania:
trenitalia.it

Fermate intermedie Siracusa - Catania:
Siracusa: 17:00; Priolo-Melilli: 17:13; Augusta 17:24; Lentini 17:45; Catania Centrale: 18:17

Letture e visioni:
I Fidanzati di Ermanno Olmi
La Sicilia e Siracusa nelle fotografie di Ferdinando Scianna
Il sito dell’Oasi delle Saline di Priolo

Youtube:
Un estratto de I Fidanzati di Ermanno Olmi

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