In treno da Madrid a Valencia

19 Gennaio 2010 | Pubblicato in Frammenti


“…Partirò poco dopo le otto del mattino dalla stazione Chamartin di Madrid. Il treno sarà un Alaris della Renfe. E andrò, in questo inverno, verso il mare. Passerò, forse senza accorgermene, le acque del Tago e andrò verso le «pianure aride e desolate» della Mancia.
Mi perderò ancora una volta nella scala a chiocciola della lingua di queste terre. Resterò stregato dalle labbra di una donna che, in risposta a una domanda su orari e destinazioni, comincerà a parlarmi di «trenes que llegan a estos destinos».
Starò ancora a cercare un punto lontano nell’orizzonte, quando sarò arrivato, verso le undici, alla stazione di Albacete. Ascolterò i sentieri tortuosi delle parole percorsi dai compagni di viaggio poco distanti da me e mi accorgerò, di nuovo, che il castigliano è un intero paesaggio che io osservo affacciato da una finestra della mia mente. Ad ogni parola-abisso, continuerò ancora, a provare una vertigine che mi farà continuare a intravedere qualcosa anche dove (forse) non c’è (più) nulla.
Non avrò neppure bisogno di un incontro notturno inatteso per sobbalzare di sorpresa e timore come avveniva a Vicente Blasco Ibáñez, nel racconto El parásito del tren quando, nel riannodare la storia, osservava «los postes telegráficos como pinceladas amarillas sobre el fondo negro de la noche». E per una volta, non mi accorgerò nemmeno delle pale delle torri per l’energia eolica e di tutte le case e delle vite che mi scorrerrano davanti.
Sarò fremente e irrequieto all’arrivo. Per la natura del destino che starà nascosto nelle linee del tuo volto, a volte enigmatico, a volte aperto e lieve. Per il sollievo che, insieme, cercheremo nell’ultima onda del mare…”.

IN LIBRERIA:
Senza volo, storie e luoghi per viaggiare con lentezza di Federico Pace

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ORARI E TRENI:
Il sito della compagnia ferroviaria spagnola Renfe
I prezzi e gli orari da Madrid a Valencia

PAROLE E NOTE TRA MADRID E VALENCIA:
Il racconto El parásito del tren di Vicente Blasco Ibáñez (nella raccolta La condenada)
Quedó en Valencia di José María Cano

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