Da Londra alle Highlands: in treno con il Caledonian Sleeper

“… Un viaggio, che sia in treno o in nave, a piedi o in bicicletta, ti seduce, quando seduce ed eccita, non solo il tuo corpo, non solo quando acuisce la percezione che hai dei suoni, dei colori, dei profumi, ma anche quanto seduce ed eccita tutta la tua immaginazione, quando comincia a popolare ogni singola particella della tua immaginazione, quando raggiunge le vette e gli abissi dei tuoi intimi pensieri. Un viaggio su un treno notturno, per qualche sortilegio, sembrano riuscirci più di ogni altro.
Eravamo a Londra. In un bar. Quando eravamo entrati ci eravamo fatti notare per l’ampia manovra con cui cercammo, senza immediato successo, di chiudere il nostro grande ombrello colorato di un rosso vivace. Poi era toccato a noi essere attratti da una figura. Dapprima il tipo ci aveva colpiti per l’eleganza della posa, per i suoi abiti, per la sua solitudine tranquilla. E quel suo sguardo perduto verso la strada che risaliva la fuga verso la cattedrale di Saint Paul. C’è sempre un momento in cui la seduzione compie i suoi primi passi. Così ci eravamo seduti vicino a lui posando, senza fare rumore, le nostre tazze di tè. Lui con un accento scozzese ci aveva salutati. Qualche minuto dopo, prese a chiederci da dove arrivavamo. Ad essere precisi, io e la mia compagna, eravamo appena scesi da un trenino preso ad Oxford. Gli avevamo cominciato a raccontare di una nostra certa predilezione per le ferrovie, della avversione per gli aerei e per tutto quello che si stacca aerodinamicamente da terra. Mentre ascoltava, l’uomo continuava a guardare di fuori. Solo un lieve movimento del capo ad annuire.
Se non fosse che, appena aveva ascoltato la parola “train”, il suo volto si era come dischiuso e illuminato. Come se avessimo indovinato la combinazione segreta di una cassaforte. Aveva sorseggiato ancora il suo tè. E così ci aveva cominciato a raccontare di quella volta che aveva preso il treno cha da Londra arriva fino a Fort William, nelle Highlands scozzesi. Il treno è il Caledonian Slepeer, ci aveva detto. E’ uno degli ultimi treni notturni che circola in Gran Bretagna. Memoria, anche il treno, sopravvissuta ai tempi andati. Un convoglio della ScotRail, la compagnia ferroviaria scozzese. Si parte la sera e si arriva al mattino. Io su quel treno, aveva detto d’un tratto, ho trovato una sorta di insolita felicità (“a sort of unusual happiness”). Ma poi si era subito ritratto. Non aveva voglia di raccontare altro. Da quel suo modo di stare a guardare fuori ci sembrava di intuire che quella felicità era perduta, e come tale, sembrava a lui, ma anche un po’ a noi, che gli sedevamo di fianco, ancora più preziosa. Non osammo chiedere altro e intanto, anche noi cominciavamo a guardare di fuori inseguendo chissà quale orizzonte. Aspettavamo che fosse lui a raccontare qualcosa di più. A dirci di quella felicità, a svelare la forma e la durata di quella luce trovata su un treno.
Aspettammo invano. L’unica cosa che potemmo fare, qualche giorno dopo, fu quello di avviarci alla stazione di Euston. Verificare che quel treno partisse ancora. Scoprire gli orari (partenza alle 21 e 16 da Londra e arrivo a Fort William alle 9 e 54: in tutto dodici ore e trentotto minuti). Informarci sui prezzi (si andava da un minimo di 62 sterline fino a un massimo di oltre 200 sterline). Ecco avevamo tutto. Di ritorno, verso l’albergo, sapevamo già che il giorno successivo sarebbe stato difficile resistere alla tentazione di provare a ripercorrere la traiettoria misteriosa dello sguardo di quell’uomo elegante…”.
IN LIBRERIA:
Senza volo, storie e luoghi per viaggiare con lentezza di Federico Pace
Archivio:
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Compagnia ferroviaria scozzese:
Il sito della ScotRail, Scotland’s Rail www.scotrail.co.uk
Il sito del Caledonian Sleeper
La stazione ferroviaria di Euston a Londra
Orari e viaggi del Caledonian Sleeper:
La timetable della Scot Rail
La mappa del percorso da Londra alle High Lands